Scritto da lab il . Pubblicato in Carcere, dramma scempio e fama, Loro Dentro.
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18 gennaio 2013 | h. 14.30-19.30
Dipartimento di Scienze della Formazione Corso Podestà 2 | Aula 3 | Genova
Prima parte della giornata: ore 14.30-17.00
presentazione della rivista lo Squaderno n. 26 | Spazio – Tempo – Velocità
interverranno
Lorenzo Navone, Mariasole Ariot, Andrea Mubi Brighenti | curatori del numero
Anna Daneri | curatrice e critica d’arte, introdurrà il lavoro dell’artista Christian Rainer
Federico Rahola | sociologo e critico della cultura, presenta il suo intervento su Rio de Janeiro e le politiche della verticalità
Suite-case | collettivo artistico, guest artist di lo Squaderno n. 20, presenta il progetto “Gardening”
Seconda parte della giornata: ore 17.00-19.30
Prima proiezione del documentario “dramma, scempio e fama” (56 min.)
Agostino Petrillo, cornigliano, Gardening, lo Squaderno, Santa Alleanza, Suite-case
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Ecuador Festival – Villa Bombrini
16 dicembre 2012 ore 16.00
Conferenza – Dalla ricerca al video: dieci anni di studi sulle migrazioni ecuadoriane in Liguria
Presentazione dei lavori del Laboratorio di Sociologia Visuale
dell’Università di Genova. Introduce Francesca Lagomarsino, ricercatrice
in Sociologia.
Il Laboratorio di Sociologia Visuale sarà presente all’Ecuador Festival a Genova presentando “Permiso de Soñar”, anteprima di un documentario, realizzato con il collettivo La Escuelita di Chiavari, composto da giovani ecuatoriani sotto i 30 anni, in collaborazione con il Centro Frantz Fanon di Torino.Saranno
presenti: il collettivo la Escuelita, Simone Spensieri, psichiatra, Centro
Frantz Fanon, Cristina Oddone, Laboratorio Sociologia Visuale.
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Giovedì 13 dicembre ore 21.00
proiezione del documentario Loro Dentro all’Aut Aut 357
Via delle Fontane 3, 5, 7
Saranno presenti Cristina Oddone e Massimo Cannarella del Laboratorio di Sociologia Visuale insieme a Enzo Paradiso, della redazione di Area di Servizio, giornale redatto in carcere dai detenuti di Marassi.
Troppo spesso le persone non guardano, non vogliono vedere e di conseguenza non conoscono. Quello che accade nelle prigioni del Paese è una realtà lasciata a sé stessa. Si relega la questione a problema marginale, con il luogo comune che i detenuti, in fondo, se la sono cercata. Non è così. Finire in carcere è facile. E’ una caduta accidentale in un buco di burocrazia e privazione da cui è difficile uscire. E’ un attimo , basta poco, soprattutto per chi è straniero, soprattutto per chi è povero, soprattutto per chi è debole. Ritrovarsi ad essere un recluso.